Luciano Corradini

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La Costituzione nella scuola: difficoltà e prospettive.

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Vicariato di Roma – Ufficio Pastorale Universitaria

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana

in collaborazione con

Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca

La costituzione repubblicana

fondamenti, principi e valori, tra attualità e prospettive

Roma, 13-15 Novembre 2008

La Costituzione nella scuola: difficoltà e prospettive, a 50 anni dal decreto di Aldo Moro sull'educazione civica

Luciano Corradini –professore emerito di Pedagogia generalenell’ Università degli Studi Roma Tre

Il nesso fra Costituzione repubblicana, Dichiarazione Universale dei diritti umani, educazione e scuola

Il richiamo ai principi, ai valori, ai diritti e ai doveri presenti nella Costituzione della Repubblica Italiana (1947) e proclamati ad ambito mondiale nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948) non è né un rituale burocratico, né un espediente retorico, quando viene fatto a proposito della scuola e del suo compito di istruire e di formare le giovani generazioni.

Esso, frutto e seme di “memoria culturale”, serve a riconoscere che questo compito discende dal mandato che le Nazioni Unite da un lato e la Repubblica Italiana dall'altro hanno conferito a tutti gli uomini, ma in particolare alle scuole e, in esse, ai docenti, dopo le catastrofi della prima metà del Novecento. E’ il capovolgimento della prospettiva totalitaria e l’assunzione della prospettiva personalistica e democratica.

Tale mandato, con la relativa scommessa, o meglio sfida, è in certo senso il frutto di una drammatica scoperta, che ha reso possibile l'inizio di una nuova stagione, sul piano giuridico e sul piano politico: si capì cioè che questa stagione avrebbe avuto un respiro corto, se si fosse limitata a fissare norme generali, senza dedicarsi a coltivare quelle premesse di carattere educativo, etico e culturale, che consentissero una piena comprensione e il sostanziale rispetto del "patto costituzionale" da cui nasceva la Repubblica.

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La Costituzione nella scuola: difficoltà e prospettive.

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Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana

in collaborazione con

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La costituzione repubblicana

fondamenti, principi e valori, tra attualità e prospettive

Roma, 13-15 Novembre 2008

La Costituzione nella scuola: difficoltà e prospettive, a 50 anni dal decreto di Aldo Moro sull'educazione civica

Luciano Corradini –professore emerito di Pedagogia generalenell’ Università degli Studi Roma Tre

 

Il nesso fra Costituzione repubblicana, Dichiarazione Universale dei diritti umani, educazione e scuola

Il richiamo ai principi, ai valori, ai diritti e ai doveri presenti nella Costituzione della Repubblica Italiana (1947) e proclamati ad ambito mondiale nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948) non è né un rituale burocratico, né un espediente retorico, quando viene fatto a proposito della scuola e del suo compito di istruire e di formare le giovani generazioni.

Esso, frutto e seme di “memoria culturale”, serve a riconoscere che questo compito discende dal mandato che le Nazioni Unite da un lato e la Repubblica Italiana dall'altro hanno conferito a tutti gli uomini, ma in particolare alle scuole e, in esse, ai docenti, dopo le catastrofi della prima metà del Novecento. E’ il capovolgimento della prospettiva totalitaria e l’assunzione della prospettiva personalistica e democratica.

Tale mandato, con la relativa scommessa, o meglio sfida, è in certo senso il frutto di una drammatica scoperta, che ha reso possibile l'inizio di una nuova stagione, sul piano giuridico e sul piano politico: si capì cioè che questa stagione avrebbe avuto un respiro corto, se si fosse limitata a fissare norme generali, senza dedicarsi a coltivare quelle premesse di carattere educativo, etico e culturale, che consentissero una piena comprensione e il sostanziale rispetto del "patto costituzionale" da cui nasceva la Repubblica.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 01:38 Leggi tutto...
 

Riscolarizzare per educare (di Luciano Corradini)

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Riscolarizzare per educare

(di Luciano Corradini)

 

Posizione del problema

Riscolarizzare è un verbo utilizzato dapprima da Roberto Maragliano, per titolare un suo saggio del 1988 (1), e poi da Elio Damiano, per titolare un suo libro del 1995, che raccoglie gli atti di un convegno

promosso dalla Provincia autonoma di Trento (2), a cui anch’io ho partecipato: il verbo serve per indicare prospettive di rilegittimazione, di riaccreditamento e di rilancio della funzione della scuola oggi, e per sostenere l’esistenza di un sentiero intermedio fra le linee teoriche e le dinamiche storiche della descolarizzazione, che hanno trovato in Ivan Illich il profeta radicale degli anni ’70, e quelle della iperscolarizzazione, che consistono nella pretesa di accollare alla scuola  tempi e compiti esorbitanti quelle che sarebbero le sue reali capacità.

La mia convinta adesione a questa prospettiva, in garbata polemica con Maragliano, che mi colloca fra gli iperscolarizzatori (3), e con Damiano, che mi ha rinchiuso nel girone dei descolarizzatori (4), si regge su una mediazione fra esperienze personali, dati empirici, teorie psicologiche e sociologiche, riflessioni filosofiche e pedagogiche, norme e principi, che chiamerei in complesso, almeno come aspirazione, e non come presunzione,cultura costituzionale. (5)

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2011 14:58 Leggi tutto...
 

Basta produrre? No! Bisogna servire!

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Basta produrre? No! Bisogna servire! - 1968

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Maggio 2011 00:46
 

Educazione etico-civico-politica... economica

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Educazione etico-civico-politica... economica

 

Termini proposti di educazione civica

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Termini proposti al ministro Gelmini per valorizzare nella scuola aspetti e contenuti di carattere etico-socio-civico-politico. La scelta è caduta su Cittadinanza e Costituzione (legge 30 10 08, n.169)

 

  1. Educazione civica. E’ l’espressione più tradizionale, da più tempo utilizzata e più nota al pubblico, in ambito nazionale e internazionale (civic education). Fu introdotta da Moro nel 1958, con specifici “programmi d’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole secondarie”, come clima culturale ispirato alla Costituzione, come esperienza di vita democratica, come responsabilità di tutti i docenti e come nucleo di argomenti affidati per due ore mensili al docente di storia, senza voto distinto. Nei programmi della scuola media del 1979 l’educazione civica è intesa come “un grande campo di raccordo culturale, interdisciplinare, che ha anche suoi contenuti specifici…”, 

 

  1. Educazione alla convivenza democratica è indicata nei programmi della scuola primaria del 1985 (Falcucci) come uno dei “principi e fini della scuola primaria”: essa “sollecita gli alunni a divenire consapevoli delle proprie idee e responsabili delle proprie azioni, alla luce di criteri di condotta chiari e coerenti, che attuino valori riconosciuti”. C’è anche, accanto alla storia e alla geografia, la materia “studi sociali”. Con essi la scuola fornisce “gli strumenti per un primo livello di conoscenza dell’organizzazione della nostra società nei suoi aspetti istituzionali e politici, con particolare riferimento alle origini storiche e ideali della Costituzione”.
Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Maggio 2011 12:13 Leggi tutto...
 


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