Luciano Corradini

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Digitale o tradizionale? Il segreto è intrecciare novità e continuità

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(52° convegno di Scholè) (in Corriere della Sera, Brescia 10 9 013)

Luciano Corradini

Negli anni '50 parlare di "due culture" significava denunciare la separazione fra cultura umanistico-letteraria e cultura matematico-scientifica: due mentalità e due forme di sapere che la scuola, con grave suo danno, non riusciva a integrare. Negli anni '60 e '70 le "due culture" s'identificarono con due mondi in conflitto fra loro: quello "borghese", ritenuto autoritario e selettivo, e quello della "controcultura giovanile", che lo contestava, in nome della libertà e della giustizia. Oggi le "due culture" sono per lo più simbolicamente rappresentate dal libro e dallo schermo, o dall'antica cultura alfabetica e dalla più recente cultura digitale. Il che pone, in particolare per quanto riguarda la scuola, problemi di natura tecnica, didattica, strumentale, editoriale, ma più profondamente di natura educativa. E' questo il tema affrontato nel 52° convegno di Scholè, associazione dei pedagogisti universitari cattolici, tenutosi nel Centro Mater Divinae Gratiae, a cura dell'Editrice La Scuola.

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Scuola e sessualità. Valore dell'eros e capacità di sublimazione. Ragionando su un caso di cronaca

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Luciano Corradini in Cisl Scuola

Simbolo di vita e di morte,  demonizzata, divinizzata, rappresentata in modo delicato o ridicolo,  tabuizzata, banalizzata, commercializzata nei più diversi modi, la  dimensione sessuale resiste a tutte le definizioni e a tutte le sistemazioni teoriche, etiche, giuridiche, pragmatiche, che si susseguono dai tempi più antichi, e con particolare impegno nell'ultimo secolo, a partire dal grande tentativo freudiano di farne l'onnipresente  fondamento della personalità umana, della civiltà, delle sue conquiste e dei suoi errori.

In quanto dimensione pervasiva della vita e della cultura, la  sessualità umana, anche a prescindere da una specifica attenzione didattica, non può non essere già dentro la scuola, sia nelle singole discipline, sia nel cosiddetto curricolo nascosto dell'informalità quotidiana, sia infine negli stessi comportamenti più o meno espliciti, corretti e accettabili di questo o quel docente e di questo o quello studente.

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La preistoria delProgetto Giovani, dello Statuto, delle consulte, di cittadinanza e Costituzione

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La preistoria dello Statuto degli studenti e delle Consulte studentesche

Luciano Corradini

Dal Progetto Giovani 85 al Progetto Giovani 93

 Mater sempre certa, dicevano i giureconsulti latini. Nel caso del Progetto Giovani del Ministero della Pubblica Istruzione la madre certa è il ministro Franca Falcucci, che lo lanciò e l’organizzò nel 1985, dichiarato dall’ONU anno internazionale dei giovani.Si ricorderà che i decreti delegati del 1974, che costituiscono una impegnativa risposta istituzionale al movimento studentesco del 1968, prevedevano un grande apparato partecipativo, per insegnanti, studenti e genitori, nei due sistemi paralleli e non comunicanti delle assemblee e dei consigli, sia a livello di classe, sia a livello d’istituto. Ma gli studenti non erano ancora ritenuti soggetti autonomi, portatori di diritti e di doveri.

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L'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione:ragioni e metodi

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Lezioni di Costituzione.  Dalle aule parlamentari alle aule delle scuole

Camera dei Deputati-Senato della Repubblica- Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

CAMERA DEI DEPUTATI

Giovedì 17 gennaio 2013-01-16 Palazzo Montecitorio Sala della Regina

www.progettocostituzione.net

L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione: ragioni e metodi

Luciano Corradini, professore emerito di Pedagogia generale, Università di Roma Tre

La Costituzione nella scuola: legittimazione e fondamenti

Tutte le leggi scolastiche dell’era repubblicana hanno fatto riferimento alla Costituzione. A partire dal 1958, con un decreto del ministro Moro, essa è divenuta anche programma d’insegnamento, subendo poi diverse trasformazioni sia nell’intitolazione, sia nei contenuti, sia nella collocazione curricolare. Punto di partenza di questo processo è il solenne impegno assunto dalla stessa Assemblea Costituente nella seduta dell’11 dicembre 1947, con l’approvazione all’unanimità, con vivi prolungati applausi, dell’odg presentato dagli onorevoli Aldo Moro, Francesco Franceschini, Antonio Ferrarese e Domenico Giacomo Sartor:

“L’Assemblea Costituente esprime il voto che la nuova Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la nuova generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano”.

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Dicembre 2013 16:40 Leggi tutto...
 

La gratitudine: problema e soluzione dei rapporti tra padre e figlio in Pinocchio.

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Abstract per "Le nuove frontiere della scuola", n.29/2012

Per riflettere intorno al concetto di gratitudine, che è anche un sentimento fondamentale per la stabilità e la qualità delle relazioni umane, un sentimento la cui carenza può essere causa di lacerazioni e di sofferenze, o addirittura di sollievo, per la liberazione da sentimenti di colpa e di soggezione che potrebbe consentire, l’A. utilizza la trama di un capolavoro della letteratura mondiale, assai noto, ma non altrettanto compreso e valorizzato nella sua struttura profonda.

Si tratta di Le Avventure di Pinocchio, di Carlo Collodi (1826-1890), di cui si propone una lettura psicopedagogica, che da un lato consenta una fruizione anche estetica della dinamica relazionale interna alla fiaba, condotta dal Collodi con genialità, partecipazione ed ironia, dall’altro una meditazione utile a comprendere la complessità e la  densità dei rapporti fra paternità, filialità e maternità, a partire da una improbabile eppur tanto umana famiglia d’un burattino che diventa ragazzo. 

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50 anni fa: una rivoluzione. La nuova scuola media

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Una scuola a misura di futuro: Secondaria di primo grado

Orientare il viaggio, Scegliere la rotta. 7 11.2012  Cisl Scuola, Auditorium Via Rieti, Roma

50 anni fa: una rivoluzione.

Luciano Corradini

Premessa

Comincio con un ricordo personale. Ho studiato nella “vecchia” scuola media De Amicis di Reggio Emilia, dal 1947 al 1949, quand’era in vigore la legge Bottai (1.7.1940, n.899), perché mia madre voleva indirizzarmi al liceo. Ho anche insegnato nella scuola media dello stesso tipo, nell’anno 1958-59, nel Collegio pareggiato di Cantù, pure intitolato a De Amicis. Ne conservo un ottimo ricordo. Drammatizzavo coi ragazzini la lettura dell’Iliade e premiavo con un cioccolatino i ragazzi che vincevano le gare per imparare i verbi di latino. Il pomeriggio facevo l’arbitro nelle partite di calcio fra le due squadre della mia classe o giocavo con loro alle piastre. Ho un ricordo quasi bucolico di quella scuola e di quella classe. Non sospettavo che si trattasse anche di una scuola “di classe”, come si sarebbe detto negli anni ’60 e ‘70. 

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