Luciano Corradini

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Termini proposti di educazione civica

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Termini proposti al ministro Gelmini per valorizzare nella scuola aspetti e contenuti di carattere etico-socio-civico-politico. La scelta è caduta su Cittadinanza e Costituzione (legge 30 10 08, n.169)

 

  1. Educazione civica. E’ l’espressione più tradizionale, da più tempo utilizzata e più nota al pubblico, in ambito nazionale e internazionale (civic education). Fu introdotta da Moro nel 1958, con specifici “programmi d’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole secondarie”, come clima culturale ispirato alla Costituzione, come esperienza di vita democratica, come responsabilità di tutti i docenti e come nucleo di argomenti affidati per due ore mensili al docente di storia, senza voto distinto. Nei programmi della scuola media del 1979 l’educazione civica è intesa come “un grande campo di raccordo culturale, interdisciplinare, che ha anche suoi contenuti specifici…”, 

 

  1. Educazione alla convivenza democratica è indicata nei programmi della scuola primaria del 1985 (Falcucci) come uno dei “principi e fini della scuola primaria”: essa “sollecita gli alunni a divenire consapevoli delle proprie idee e responsabili delle proprie azioni, alla luce di criteri di condotta chiari e coerenti, che attuino valori riconosciuti”. C’è anche, accanto alla storia e alla geografia, la materia “studi sociali”. Con essi la scuola fornisce “gli strumenti per un primo livello di conoscenza dell’organizzazione della nostra società nei suoi aspetti istituzionali e politici, con particolare riferimento alle origini storiche e ideali della Costituzione”.

 

  1. Educazione civica e cultura costituzionale è il frutto di una presa di coscienza manifestatasi in   una maxicommissione ministeriale negli anni 95-96, sollecitata al ministro Lombardi da parte di una pronuncia del CNPI. Le “educazioni” esplose come risposte alle emergenze di fine secolo, trovano tutte fondamento nel testo costituzionale, in continuità e oltre il dpr del 1958, che ha introdotto l’E.C. con Aldo Moro. Ciò ha insieme legittimato e ricondotto a sintesi le molteplici “educazioni”, consentendo una visione strategica delle emergenze e delle risposte educative della scuola.

Il CNPI approvò all’unanimità il documento “Nuove dimensioni formative, educazione civica e cultura costituzionale”, allegato alla direttiva min 8.2.1958. Si costruì un “curricolo continuo” di educazione civica e cultura costituzionale, che non entrò in vigore per la caduta del Governo Dini

 

  1. Educazione alla convivenza civile è espressione usata nella legge 53/2003 della Moratti.

Il civile è più ampio dello statuale e del legale. L’orizzonte dei diritti umani, che ha a che fare anche con l’etica e con la buona creanza, è quello di un’umanità che precede e orienta il momento politico e giuridico. Essa è stata espansa dalle Indicazioni nazionali in 6 educazioni, raggruppabili in due fuochi: uno di tipo oggettivo-istituzionale (cittadinanza, sicurezza stradale, ambiente), uno di tipo soggettivo esistenziale (salute, alimentazione, affettività e sessualità). Sono solo “trasversali”.

 

  1. Cittadinanza e convivenza civile. Compare qui il termine cittadinanza, ampio e comprensivo, ma più piegato sullo status dei diritti e doveri che dipendono dagli ordinamenti locali, statuali, europei, anche se questi non possono non ispirarsi ai diritti umani. Si parla anche di cittadinanza societaria, di cittadinanza scolastica, di cittadinanza planetaria: si tratta di “cittadinanze a raggio variabile”, intorno alle quali si discute animatamente. Immigrazione, etnie, religioni, chiusure e integrazioni, intercultura sono chiamati in causa da questo termine. Unito a “convivenza civile”, il termine “cittadinanza” rinvia anche a valori pregiuridici, più alti di quelli che compaiono di solito nelle legislazioni positive.

 

  1. Cultura della cittadinanza è l’espressione più ampia in senso internazionale, e più povera di  riferimenti identitari e valoriali. Probabilmente è anche meno discutibile da chi teme che i valori servano più a litigare che a orientare e a superare incomprensioni e conflitti.

 

  1. Cittadinanza e Costituzione. Tenta la sintesi fra l’estensione variabile del termine cittadnanza e la ricchezza anche identitaria della nostra carta fondativa: è il modo con cui gli italiani si pensano in patria e nel mondo, avendo identificato i diritti umani prima dell’ONU (1948) e limitato la sovranità dello Stato verso l’interno, con l’autonomia, e verso l’esterno, in particolare verso l’Europa, in nome della cooperazione internazionale e della pace. Scompaiono i termini educazione e cultura, perché educazione e cultura denotano tutta l’attività scolastica. L’attenzione è rivolta sia ai contenuti da studiare, sia agli atteggiamenti e ai comportamenti di cittadinanza attiva.      

 

(Luciano Corradini)

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Maggio 2011 12:13  

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